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Addestramento e Glossario

Addestramento Cavalli e Glossario Equestre

HORSES
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BASSA SCUOLA, ALTA SCUOLA,
DRESSAGE E ALTA SCUOLA CIRCENSE


"CAMBI DI MANO” NEL CAVALLO SCOSSO"

Succede il più delle volte che i cavalli per tutta la loro vita, anche da adulti, vengano “girati alla corda” in un tondino o in una parte del maneggio, sia per farli “scaricare” prima di montarli, sia semplicemente per tenerli in movimento.
Con gli anni e l’esperienza devo però ammettere che mentre il farlo da puledri lo trovo necessario e insostituibile come lavoro di doma, da adulti penso che bisognerebbe ampliare questo sistema utilizzando un mezzo più spettacolare, come appunto si vede nei circhi.
Mi spiego meglio e praticamente vi insegno come fare: conducete il vostro cavallo nel tondino e lasciatelo libero con la sola capezza da scuderia facendogli vedere la frusta in aria (stimolo) senza farla “schioccare” invitandolo a muoversi, (il tutto sarà semplicissimo, in quanto è una cosa che sa fare molto bene, ricordandosi di quando è stato domato) e seguendolo in circolo fategli fare il trotto (richiesta di risposta 1).
Dopo qualche giro abbassate la frusta (richiesta di risposta 2) e fategli vedere una ricompensa (rinforzo) che lui adocchierà fermandosi e venendo al centro (dove voi rimarrete fermi) per essere premiato.
Ripetete la sequenza per qualche settimana, dopodicchè passate ad insegnargli la seconda fase dell’esercizio che consiste nel chiamarlo in centro (cosa che oramai sa fare bene) e afferrandolo dalla capezza, fate schioccare la frusta (stimolo) e subito dopo fategli cambiare mano accompagnandolo dalla stessa capezza (richiesta di risposta),dandogli una ricompensa (rinforzo), il cavallo così procederà dall’altro lato; dopo ¾ giri ripetete la sequenza come sopra invertendo naturalmente la mano.
Dopo circa 10/15 giorni che il cavallo avrà acquisito l’apprendimento passate alla terza ed ultima fase la quale sarà facile da ottenere.
Infatti oramai il cavallo ha capito che allo “schiocco della frusta” voi gli fate cambiare mano, cosicchè se ad esempio sta procedendo a mano sinistra, basterà che voi gli facciate schioccare la frusta un po’ più vicini a lui ripetendo la parola “cambio” (io preferisco la parola “change” che a mio avviso è più musicale e onomatopeica per questo addestramento) che lui “cambierà mano”.
Ripetete questa sequenza per 8/10 giorni ed alla fine potete (come faccio io) fargli cambiare mano ogni mezzo giro di tondino e persino ogni sei metri, naturalmente facendo “schioccare la frusta” e gridandogli “change” o “cambio”, dando vita a dei bellissimi caroselli con cambio di gamba in aria come fanno nei circhi o come faccio io nei miei spettacoli.
In questo modo come vedete abbiamo ottenuto due cose, ossia l’utilità di girarlo alla corda e di ginnasticarlo, ma nello stesso tempo una grande spettacolarità dell’esercizio che potrà essere usato negli show dandovi molta soddisfazione e apprezzamento in chi vi guarda.

 

L’ALT

L’alt è una delle prime cose che bisogna insegnare molto bene al nostro amico quadrupede in quanto indica l’arresto del cavallo e come tale è importante più di ogni altra cosa; ad alcuni può sembrare lapalassianamente semplice e di secondo ordine, ma in realtà tutto l’addestramento di un cavallo è racchiuso nella conoscenza dei comandi che vanno dalle partenze alle fermate.
Pertanto pensate se uno dovesse guidare una macchina senza sapere come fermarla nel momento in cui occorre, varrebbe la pena ed il richio di salirci su?
Certamente no, e così è anche per il cavallo.
Il Vostro cavallo non deve solo capire che ad un certo stimolo (che fra poco vi spiegherò) deve fermarsi, ma anche il fatto che lo deve fare bene senza mai rifiutarsi all’obbedienza del comando, in quanto che, nel momento in cui non obbedisce ad un “ALT”, il vostro cavallo non sarà più nella mano e potrà con facilità ribellarsi al suo addestratore; io vorrei riassumere sottolineando con una semplice affermazione che “L’ALT E’ ALT!” e basta!
L’alt deve essere un esercizio che non dovrà mai essere trascurato o insegnato di fretta o senza che il cavallo lo abbia ben appreso.
NON andate avanti negli altri esercizi o peggio figure se non ha assimilato il concetto di alt.
Nell’insegnarlo al vostro cavallo procedete così: conducete il cavallo al centro del maneggio con testiera, redini di ritorno lunghe legate al morso-filetto, e dopo aver scelto il lato lungo del maneggio iniziando dall’angolo inferiore e ponendovi dietro la sua groppa ma un po’ di lato, sollecitatelo con la voce ed il frustino (stimoli) ad andare in avanti, dopo circa 50 metri fermatelo tirando le redini (richiesta di risposta) ed emettendo un segnale che può essere un fischio, un suono con la lingua, o semplicemente un A - L - T; mollate la presa delle redini solo quando si sarà fermato stabilmente sulle quattro gambe, allora accarezzatelo mentre è fermo e date una gradita ricompensa (rinforzi).
Ripetete la sequenza per una settimana dopo di che montatelo e sostituite al frustino le vostre gambe le quali stimoleranno il cavallo ad andare in avanti e le redini unite al segnale verbale che avete scelto a fermarlo. Rafforzate la sequenza indietreggiando con la schiena e stringendo le gambe con i talloni in basso.
Dopo aver ripetuto questa sequenza più volte sottoponete il cavallo ad un test di prova per vedere se ha imparato cercando di fermarlo senza più tirare eccessivamente le redini, ma bensì indietreggiando la schiena ed emettendo con la voce o un fischio o un rumore a vostra scelta, la richiesta di fermata.
Senza alcun dubbio se l’insight e lo scopo associato agli stimoli avrà avuto il giusto effetto si fermerà all’istante senza alcun indugio.
Avete così ottenuto “L’ALT” il quale sarà (e me ne darete atto) la base e le fondamenta che reggono l’intero addestramento.
Comunque un cavallo obbediente è la riprova ad un addestratore di essere definito tale, diversamente si è commesso qualche errore a cui bisogna subito rimediare; ma in ogni caso non vi scoraggiate c’è chi nasce predisposto a trasmettere agli altri degli insegnamenti e c’è chi nasce per imparare, la cosa più grave è invece quella in cui uno non sa fare ne l’uno ne l’altro, sono comunque sicuro che non è il caso vostro, pertanto riprovate capendo dove avete sbagliato.

 

IL PASSO SPAGNOLO

Il passo spagnolo fa parte nell’alta scuola delle aree cosiddette “basse”, in quanto rientrano negli esercizi in cui il cavallo non si distacca da terra.
Nel passo spagnolo vediamo che il cavallo procede in avanti al passo alzando con alternanza gli anteriori fino ad ottenere una linea orizzontale. E’ una figura la quale provoca negli spettatori che la vedono per la prima volta un grande effetto che non manca di sbalordire.
Per ottenere questo esercizio bisogna procurarsi una nasarina con due anelli in cui attaccherete le redini (stimolo 1) possibilmente foderata (per non far male al vostro cavallo).
Dopo aver preparato il cavallo, lo si porta nel maneggio e si sceglie il lato destro della recinzione cosicchè voi vi possiate porre alla sua sinistra tenendo in mano un frustino (stimolo 2) molto lungo nella vostra mano destra ..... (per il seguito della figura vedi il libro "L'Addestracavalli")

 

LA RIVERENZA

Questo termine (anch’esso spagnolo) significa fare inginocchiare con il solo anteriore destro il nostro cavallo e senza alcuna coercizione.
Prima di spiegarvi come, vorrei aprire una parentesi molto importante per questo mio scritto; infatti uno dei motivi che poi mi ha convinto a scrivere questo testo è il fatto che leggendo una nota rivista italiana di equitazione il direttore “insegnava” con la consulenza di un noto stunt-man italiano come far inginocchiare un povero cavallo, servendosi di corde, carrucole, sacchi di avena, di un amico... ed io aggiungerei di un bravo veterinario che poi dovrà curare le ferite del nostro povero cavallo, (infatti ho saputo che tutti i tentativi fatti sono stati terribilmente seguiti da incidenti e feriti più o meno gravi).
Tutto ciò mi ha così disgustato che ho detto tra me e me “bisogna proprio far conoscere dei sistemi più scientifici e meno brutali” e che comunque consentano a tutti questi poveri animali di finire di soffrire per la stupidità e l’ignoranza di alcuni uomini.
Chi avrà letto e messo in pratica quell’articolo e adesso adotterà il nostro sistema dell’apprendimento unificato si renderà veramente conto della differenza e della facilita con cui otterrà i risultati.
Innanzitutto premetto che il cavallo dovrà aver già appreso il concetto di “campo”, infatti se qualche lettore ..... (per il seguito della figura vedi il libro "L'Addestracavalli")

 

“FARLO SALIRE SULL’ASSE”

Per ottenere questo esercizio abbiamo bisogno di recuperare prima una solida asse di almeno 6/8 centimetri di spessore, di lunghezza centimetri 100 e di larghezza almeno centimetri 50; questa dovrà essere appoggiata su dei mattoni o cubetti di cemento anch’essi solidi e resistenti.
L’altezza da terra non dovrà superare i 40/50 centimetri.
Se invece come nella nostra foto vi fate costruire da un fabbro o falegname un banchetto con le caratteristiche di cui sopra, sarà più bello da vedere e più comodo in caso da spostare o utilizzare.
Nel momento in cui sarete pronti ed organizzati potremo iniziare la nostra lezione facendo conoscere, annusare e prendere confidenza al nostro cavallo con questo “trabiccolo” che guarderà con curiosità ed interesse.
Dopo averlo fatto avvicinare ad una distanza idonea (circa 20 centimetri) dall’asse, toccandolo con il frustino (stimolo) sulla punta della spalla superiore destra, (otterremo subito, per via dei già vecchi apprendimenti, l’alzamento della gamba) così alzando la gamba ..... (per il seguito della figura vedi il libro "L'Addestracavalli")

 

PER LE ALTRE FIGURE E GLI ALTRI ESERCIZI VI RIMANDIAMO AL LIBRO E AL VIDEO "L'ADDESTRACAVALLI" DI ROSARIO COSENTINO.

Glossario Equestre

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GLOSSARIO EQUESTRE

A

ABBASSATESTA (bard.) Il termine si riferisce solitamente a un tipo specifico di abbassatesta che, usando l'equivalente francese, viene chiamato chambon. È formato da una testiera che viene agganciata al sopracapo del filetto, da una specie di redine che passa in mezzo agli arti anteriori e in cui va infilato il sottopancia, e da una corda che viene agganciata con due moschettoni ai due anelli del filetto, dopo essere passati per l'anello della testiera.

ACCORCIARE (equit.) Accorciare un'andatura (ad es. il trotto) significa percorrere, in un minuto, un tratto di terreno inferiore rispetto agli altri tipi di trotto, conservando la stessa cadenza: il cavallo, senza variare il ritmo dell'andatura, riduce la distensione dei propri arti.

ADDESTRAMENTO Azione di addestrare un cavallo allo scopo di portarlo, attraverso una serie di esercizi, a sottomettersi alla volontà dell'uomo. L'addestramento o, per usare il corrispettivo francese, il dressage, è la base dell'equitazione, in quanto costituisce l'insieme delle nozioni che vengono insegnate al cavallo.

AIUTI (equit.) Mezzi di cui il cavaliere dispone per imporre la propria volontà al cavallo e per far sì che l'animale risponda prontamente ai comandi. Si dividono in principali e sussidiari. Gli aiuti principali (propri del cavaliere) sono: l'assetto, il busto, le gambe, le mani e la voce. Quelli sussidiari (di origine materiale) sono: il frustino, gli speroni, l'imboccatura, la martingala e la capezzina.
· aiuti di compiacenza: interventi e sollecitazioni da parte del pubblico o di qualsiasi altra persona, che hanno il fine di aiutare il concorrente in gara o il suo cavallo: comportano l'eliminazione del binomio.

ALLUNGARE (equit.) Allungare un'andatura significa far percorrere il maggior terreno possibile all'animale, facendogli allungare la falcata, ma conservando la stessa cadenza: il cavallo, senza variare il ritmo dell'andatura, distende maggiormente i propri arti.

ALT (equit.) Comando che il cavaliere trasmette all'animale per farlo fermare. Il cavallo deve fermarsi e rimanere immobile, attento ed in appiombo sugli arti.

ALTA SCUOLA L'addestramento che ha l'obiettivo di mettere il cavallo condizione di eseguire tutti gli esercizi con la massima armonia. I movimenti dell'alta scuola si dividono in arie alte (o salti), mezze arie e arie basse.

APPIOMBI (anat.) Direzioni che devono avere gli arti del cavallo quando questo è piazzato. Il cavallo si dice in appiombo quando le sue membra sono nella giusta direzione e il suo peso è uniformemente distribuito sui quattro arti.

APPOGGIATA (equit.) Movimento con cui il cavallo si sposta percorrendo due piste parallele, l'una con il treno anteriore e l'altra con il treno posteriore, rimanendo quasi diritto, solo appena piegato attorno alla gamba interna del cavaliere, con la testa e l'incollatura che precedono il resto del corpo nella direzione di marcia. Gli arti del lato esterno scavalcano quelli del lato interno e il cavallo guarda verso la direzione di marcia.

APPOGGIO A) pressione che il cavallo esercita sull'imboccatura, spesso come conseguenza delle azioni di gamba del cavaliere.
B) montare in appoggio: metodo per montare in sella. Il cavaliere deve avvicinarsi alla spalla sinistra del cavallo, impugnare le redini con la mano sinistra, appoggiare la mano destra sul pomo della sella, quindi con un salto restare in appoggio sulle braccia, spostare il corpo verso destra sulla sella, sostenendosi sempre con le braccia, alzare la gamba destra e scavalcare la sella, infilare i piedi nelle staffe e infine sedersi dolcemente, in modo da non gravare sulla schiena del cavallo.
C) una delle due fasi in cui si appoggia ciascun arto alle diverse andature. L'appoggio ha inizio quando il cavallo tocca il terreno con la punta del piede e si conclude quando anche il tallone è appoggiato al suolo.

ARCIONE (bard.) Parte della sella, generalmente confusa con l'arco anteriore, ma che in realtà ne costituisce l'ossatura o scheletro. L'arcione può essere realizzato in legno (faggio o compensato), ferro, alluminio o materiale plastico.

ARIA Le arie alte o salti sono movimenti di alta scuola nei quali il cavallo viene a trovarsi, a un certo momento, con tutte le gambe sollevate dal suolo. Ne fanno parte: la courbette, la croupade, la ballotade e la capriole.
Le mezze arie invece sono le figure nelle quali il cavallo solleva dal suolo solamente uno dei due treni (anteriore o posteriore). Ne fanno parte: la pesade, la levade e la mezair.
Le arie basse infine sono esercizi nei quali non si richiede al cavallo di sollevarsi da terra con uno o entrambi i treni. Ne fanno parte: il piaffer, il passage, la pirouette e i cambiamenti di piede in aria.

ASSETTO (equit.) Posizione che il cavaliere deve assumere in sella in modo da essere sciolto, elastico e soprattutto in equilibrio con il cavallo.

ATTEGGIAMENTO Vd. posizione della testa.

ATTITUDINE Predisposizione di una razza equina a un determinato impiego.

AVANTI (equit.) A) il cavallo deve essere "calmo, in avanti e diritto". In questo senso, l'essere in avanti, ossia il desiderio di avanzare spontaneamente, senza essere stimolato. dal cavaliere, rappresenta una grande qualità.
B) il cavallo è in avanti anche quando si attacca rigidamente all'imboccatura, contraendo la bocca e mettendo in crisi il cavaliere poco esperto in quanto incapace di fermarlo.

B

BAIO (anat.) Mantello composto bicolore con peli di colore rosso e nero con coda e criniera nere. I peli neri si trovano nella parte inferiore degli arti; quelli rossi nella testa, nel collo, nel tronco e nella maggior parte degli arti. Quando le estremità sono dello stesso colore del corpo e solamente la coda e la criniera sono nere, si parla di sauro sopra baio; quando invece le estremità sono nere, ma la coda e la criniera sono dello stesso colore del corpo, si parla allora di baio sopra sauro.

BALLO DELL'ORSO (vet.) Vd. ticchio dell'orso.

BALZANE (anat.) Macchie bianche dovute alla mancanza di pigmento della cute. Possono essere di diverse misure e interessano la parte inferiore degli arti, dalla corona in su. Il cavallo ne può avere una per ogni gamba. Esistono vari tipi di balzana:
· principio di balzana: interessa solamente la corona;
· traccia di balzana: appare solo su una parte della corona;
· piccola balzana: interessa tutta la corona e parte del pastorale;
· balzana o balzana ordinaria: raggiunge il nodello completamente o in gran parte;
· grande balzana: arriva fino a circa metà dello stinco;
· balzana calzata: interessa lo stinco, raggiungendo il ginocchio (negli arti anteriori) o il garretto (negli arti posteriori);
· balzana alto calzata: supera il ginocchio o il garretto, raggiungendo l'avambraccio (negli arti anteriori) o la gamba (negli arti posteriori);
· balzana altissimo calzata: ricopre quasi completamente l'arto.

BARBOZZALE (bard.) Catenella del morso che passa sotto la barbozza del cavallo e che garantisce all'imboccatura un'azione di pressione verso il basso. È costituito da una maglia di anelli numerosi e sottili, per evitare ferite all'animale.

BARDATURA (bard.) Tutti i finimenti necessari per bardare il cavallo nei suoi vari impieghi.

BARRAGE (equit.) Percorso, generalmente ridotto nel numero degli ostacoli e alzato nelle misure degli stessi, che serve da spareggio tra i cavalieri che si trovano al primo posto ex aequo.

BARRIERA Trave di legno a sezione circolare, che viene appoggiata su appositi sostegni detti staffe. È uno degli elementi costitutivi di molti ostacoli da concorso.

BASCULARE Il cavallo bascula quando muove la testa avanti e indietro, mentre esegue un'andatura. Ciò avviene nelle due andature basculate, il passo e il galoppo.

BATTERE LA SELLA (equit.) Movimento che il cavaliere effettua quando esegue il trotto leggero: significa alzarsi e sedersi ritmicamente sulla sella, seguendo il movimento del cavallo.

BATTIFIANCHI (gov.) Separazioni mobili, solitamente in ferro, impiegate nelle scuderie che vengono applicate all'altezza del fianco tra un cavallo e l'altro per impedire che gli animali si calcino o si disturbino.

BEVENTE IN BIANCO (anat.) Cavallo che presenta le labbra bianche per depigmentazione. Può essere bevente da entrambe le labbra, di sopra, di sotto, a destra, a sinistra.

BIANCO (anat.) Tipo molto raro di mantello semplice che presenta peli e crini bianchi. Il bianco totale è tipico dei cavalli albini che hanno pelle rosea e priva di pigmento. Quello che generalmente viene chiamato bianco è in realtà un mantello grigio.

BIPEDE Insieme di due arti. Si possono distinguere 6 combinazioni di bipedi diversi:
· bipede anteriore (anteriore destro e sinistro);
· bipede posteriore (posteriore destro e sinistro);
· bipede laterale destro (anteriore e posteriore destro);
· bipede laterale sinistro (anteriore e posteriore sinistro);
· bipede diagonale destro (anteriore destro e posteriore sinistro);
· bipede diagonale sinistro (anteriore sinistro e posteriore destro).

BOLSAGGINE (vet.) Malattia cronica dell'apparato respiratorio. Gli alveoli polmonari si dilatano eccessivamente fino ad arrivare al punto di rompersi, impedendo. la naturale circolazione dell'aria.

BRIGLIA (bard.) E’ costituita dalle seguenti parti: testiera, frontale, sottogola, montanti del morso, montanti del filetto, morso, barbozzale, filetto, redini del morso, redini del filetto. Serve per dare la possibilità al cavaliere di guidare l'animale.

BRUSCA (gov.) Spazzola di setole o di crini, di forma generalmente ovale e dotata di una cinghia in cui viene introdotta la mano, che serve per pulire il pelo del cavallo, togliendo la sporcizia precedentemente rimossa con la striglia.

BRUSCONE (gov.) Tipo di spazzola che serve per la pulizia del cavallo e che differisce dalla brusca perché fatta di saggina e, pertanto, più dura.

C

CADENZA (equit.) La velocità di una determinata andatura, ossia la ripetizione regolare, armoniosa, ben marcata, ritmata e uniforme dei movimenti dei quattro arti del cavallo. La cadenza naturale del passo va dai 75 ai 120 m/min.; quella del trotto è di 150/250 m/min.; quella del galoppo va dai 250 m/min. in su.

CADUTA Quando il concorrente si separa dal cavallo e va a toccare il suolo o un altro appoggio. La caduta del cavallo, invece, si verifica quando tocca con la spalla e con l'anca il terreno, oppure un ostacolo e il terreno.

CAGNOLO (anat.) Cavallo che presenta il bipede anteriore o quello posteriore ruotati internamente, ossia con le punte rivolte verso l'interno. Se il difetto riguarda solamente un arto si dice che il cavallo è cagnolo destro o sinistro.

CALCIARE Il cavallo può calciare con entrambi gli arti posteriori o con uno solamente, sollevandolo e distendendolo con forza.
· calciare alla bovina: quando il cavallo calcia di lato e in avanti.

CAMBIAMENTO (equit.) Cambiamento diagonale: figura di rettangolo che si esegue uscendo dalla pista subito dopo il secondo angolo del lato corto, proseguendo in diagonale fino al lato corto opposto, passando per il centro del rettangolo e rientrando, quindi, prima dell'angolo opposto a quello di partenza.
· cambiamento longitudinale: figura di rettangolo che si esegue uscendo dalla pista alla metà del lato corto, proseguendo perpendicolarmente fino alla metà del lato corto opposto, passando per il centro e quindi cambiando di mano.
· cambiamento trasversale: figura di rettangolo che si esegue uscendo dalla pista alla metà del lato lungo, proseguendo perpendicolarmente fino alla metà del lato lungo opposto, passando per il centro e quindi cambiando di mano.
· cambiamento di piede al galoppo: passaggio da galoppo destro a galoppo sinistro, o viceversa, che il cavallo effettua mentre si trova con tutti e quattro i piedi sollevati da terra, in risposta a precise azioni del cavaliere.

CAMPO PROVA (equit.) Terreno in cui i cavalieri montano e si riscaldano prima di entrare in gara.

CANTER Termine inglese che indica un galoppo corto. Nelle corse al galoppo è il galoppo raccorciato con cui i cavalli si avviano alla linea di partenza. Deriva dall'espressione "andare a Canterbury".

CAPEZZA Serve per legare il cavallo che in scuderia è alloggiato in posta, o durante il suo governo. È detta anche cavezza.

CAPEZZINA (bard.) Parte della testiera applicata al muso del cavallo. È collegata a due montanti in modo che stia circa due dita sopra il ferro dell'imboccatura, per impedire a questo di ferire le labbra.

CAPEZZONE (bard.) Tipo particolare di capezza, fornita di un apposito anello sulla parte superiore, che serve per lavorare il cavallo alla corda.

CASTRONE Cavallo maschio che non è più intero, cioè che è stato sottoposto all'intervento di castrazione.

CAVASTIVALI (abbigl.) Attrezzo utilizzato dal cavaliere per togliersi gli stivali.

CAVEZZA Vd. capezza.

CEDERE (equit.) Azione che il cavaliere effettua, rilassando la pressione dei pugni o avanzando con le mani in direzione della bocca del cavallo, al fine di ridurre la tensione delle redini sull'imboccatura, senza però perdere il contatto con la bocca stessa.

CESSIONE ALLA GAMBA Esercizio da eseguire su due piste. È detto anche spalla in fuori o, in inglese, shoulder out. Il cavallo è leggermente piegato solamente all'altezza della nuca, guarda nella direzione opposta a quella di marcia e gli arti del lato interno scavalcano quelli del lato esterno.

CHAMBON (bard.) Vd. abbassatesta.

CIRCOLO (equit.) Figura di maneggio, costituita da un cerchio di diametro superiore a quello della volta.

COGGINS TEST (vet.) Esame sierologico inventato da Coggins nel 1970 , che serve per scoprire se il cavallo è affetto da anemia infettiva. Questa malattia si trasmette attraverso sangue infetto a opera di insetti ematofagi come i tafani e le zanzare o attraverso l'uso di aghi e siringhe non sterilizzate.

COLICA (vet.) Esistono vari tipi di colica: renale, intestinale, spasmodica, gassosa; i sintomi possono variare a seconda dei casi. Può essere la conseguenza di una cattiva e non regolare alimentazione, di un cambiamento di dieta o di un'insufficiente somministrazione di acqua.

COLLARE (bard.) Ne esistono di due tipi: uno costituito da liste di legno che si applica al collo del cavallo per impedirgli di strappare la coperta o di leccarsi le ferite che devono rimarginarsi; l'altro tipo ha un'altezza di pochi centimetri e sostituisce la capezza.

CONCORSO IPPICO (equit.) Competizione nella quale il binomio cavallo-cavaliere esegue un percorso a ostacoli. Esistono moltissime formule di gara, a penalità e a punti, e anche diversi sistemi di compilazione delle classifiche, a seconda della Tabella (A o C) adottata nella categoria.

COPERTA (gov.) Generalmente di lana, per proteggere il cavallo durante l'inverno, o di tessuto leggero da usare d'estate quando ad esempio il cavallo è sudato e c'è vento; può essere di tessuto impermeabile per proteggere l'animale dalla pioggia. Può essere dotata di cappuccio per la testa.

COPERTINA (bard.) Più correttamente sottosella, è una copertina di cotone o di feltro che viene messa tra il dorso del cavallo e la sella per evitare sfregamenti che potrebbero provocare fiaccature.

CORNEGGIO (vet.) Malattia respiratoria cronica, determinata da una paralisi della laringe, che può essere la conseguenza di un attacco di faringite, bronchite, influenza o pleurite. Quando i cavalli affetti da tale malattia sono affaticati, emettono un suono caratteristico, dovuto all'inspirazione forzata. È simile al fischio, con l'unica differenza che in questo caso il suono è alto, mentre nel corneggio è basso.

CORONA (anat.) Regione cutanea degli arti (anteriori e posteriori) situata tra il pastorale e la muraglia, costituita da una piccola parte della seconda falange. Può essere soggetta a esostosi dette formelle.

CORRIDOIO Pista generalmente circolare od ovale delimitata da un alto recinto in cui si lavorano i cavalli scossi e dove si possono collocare degli ostacoli.

CROSS-COUNTRY A) una prova, in genere la quarta fase della seconda giornata, del concorso completo di equitazione.
B) gara regolamentata dall'ANTE, che si svolge su terreno con ostacoli naturali e costruiti, ma comunque sempre fissi.

CUCCHIAIO (equit.) Ferro che si inserisce nei pilieri, sul quale vengono appoggiate le barriere dell'ostacolo. È sinonimo di staffa e di forchetta.

CURASNETTE (gov.) Attrezzo a forma di uncino che serve per pulire , il piede del cavallo per impedire che il fettone marcisca. È detto anche nettapiedi o curapiedi.

D

DARE LA GAMBA (gerg.) Aiutare un cavaliere a montare in sella.

DARE LA SCHIENA (gerg. equit.) Il cavallo dà la schiena quando la in maniera corretta e naturale durante il salto di un ostacolo. Il cavallo deve portare i posteriori sotto la propria massa, prima del salto, quindi deve arrotondarsi in parabola, curvando il dorso e distendendo l'incollatura verso il basso.

DIFESA Modo con cui il cavallo cerca di sottrarsi alla volontà del cavaliere. I casi più frequenti sono: l'impennata, la sgroppata, l'indietreggiare, lo scarto, il dietro-front e l'arresto.

DIFFICILE (gerg.) Cavallo che non si lascia facilmente sottomettere e che si ribella, spesso come conseguenza di maltrattamenti. Difficili sono anche i cavalli particolarmente sensibili, non adatti cioè a principianti, come ad esempio i purosangue.

DIRITTURA (equit.) Serie di due ostacoli posti in linea retta, a una distanza superiore ai 12 metri.

DISOBBEDIENZA (equit.) Difesa del cavallo che non vuole obbedire al cavaliere e si rifiuta di saltare un ostacolo. Sono considerate disobbedienze: il rifiuto, lo scarto, la difesa, l'arresto , la volta e la rettifica di un errore di percorso.

DISTANZE (equit.) Spazio tra i vari elementi di un ostacolo combinato o di una dirittura. Vanno misurate dalle facce interne degli ostacoli. Dipendono dall'entità e dal tipo (dritto o largo) degli ostacoli.

DISUNITO Il cavallo non muove gli arti in maniera corretta.

DOPING Termine inglese che indica l'uso illegale di farmaci durante gli allenamenti o prima delle gare, al fine di migliorare le prestazioni atletiche dell'animale. Le sostanze medicamentose proibite sono quelle che per quantità o qualità possono influire sul rendimento di un cavallo in gara. Il controllo antidoping, che avviene subito dopo la gara, può essere effettuato su campioni di urina, di sangue o di saliva, ma nei concorsi di salto ostacoli si preferisce il secondo tipo.

DRESSAGE (equit.) A) traduzione francese del termine italiano addestramento: si propone di sviluppare in maniera armonica l'organismo e i mezzi del cavallo, ossia di sfruttarne le potenzialità. Vuole ottenere un animale calmo e sciolto e, allo stesso tempo, sereno e volenteroso. Ciò vuol dire che il cavallo si deve muovere alle varie andature con franchezza e regolarità, e che deve lavorare in totale decontrazione della bocca, sottomettendosi all'imboccatura.
B) è una delle prove, generalmente la prima, del concorso completo di equitazione.

DUE PISTE, LAVORO SU - Lavoro di fondamentale importanza per la preparazione del cavallo, in quanto serve a renderlo elastico, armonioso e scattante. Il cavallo si muove di traverso , facendo compiere al treno anteriore e a quello posteriore due piste diverse. Pertanto, gli arti posteriori e quelli anteriori devono necessariamente scavalcarsi. Questo tipo di lavoro comprende i seguenti esercizi: la cessione alla gamba, la spalla in dentro, la spalla in fuori, la groppa in dentro e l'appoggiata.

DURO (equit.) il cavallo è duro di bocca quando punta sulla mano, irrigidendo al tempo stesso i muscoli dell'incollatura. È un cavallo difficile da controllare, poco sensibile all'azione di mano del cavaliere.

E

EQUITATION (equit.) Gara nella quale i binomi vengono giudicati in base all'addestramento del cavallo e alla correttezza del cavaliere. La giuria valuta l'assetto del cavaliere, la regolarità e la fluidità della cadenza, l'impulso del cavallo durante l'avvicinamento all'ostacolo e l'affiatamento del binomio (armonia, sottomissione e leggerezza).

ESTRO (anat.) Periodo, detto anche calore, nel quale può avvenire l'accoppiamento tra il cavallo maschio (stallone) e la cavalla femmina (fattrice). Nel periodo della riproduzione (di solito in primavera ed estate) la cavalla entra in calore ogni tre settimane e resta feconda per pochi giorni.

F

FABBRICARE Il cavallo fabbrica quando con la punta di un ferro posteriore tocca quello anteriore dello stesso lato. Può verificarsi come conseguenza di una cattiva ferratura, della stanchezza o di un difetto strutturale. A seconda del punto in cui il piede posteriore colpisce l'anteriore, si dice che il cavallo fabbrica ai talloni o fabbrica in volta.

FALCATA Spazio percorso dal cavallo in ogni tempo di passo, trotto o galoppo. Al passo, la lunghezza della falcata può variare da l,50 m a oltre 2 m; al trotto, da 2 m a oltre 3 m; al galoppo, da 3 m a oltre 7 metri.

FALCIARE Il cavallo falcia o sbalestra quando, durante il movimento, lancia le estremità inferiori degli arti verso l'esterno, in modo particolare gli stinchi, facendo descrivere a questi un arco di cerchio.

FALSO Vd. galoppo falso.

FASCE (bard.) A) fasce da lavoro: sono elastiche e servono per proteggere gli arti del cavallo durante il lavoro.
B) fasce da riposo: sono più morbide di quelle da lavoro e tengono caldi gli arti del cavallo. In genere hanno una lunghezza di 4 m per gli anteriori e di 5 m per i posteriori.

FASCIONE (bard.) Ne esistono due tipi: quello da scuderia, in materiale elastico e di lunghezza regolabile, per legare la coperta; quello da lavoro, generalmente di cuoio e provvisto di anelli per corde, usato per lavorare il cavallo alla corda.

FATTRICE Cavalla femmina impiegata per la riproduzione.

FERRATURA (masc.) Fabbricazione di lastre di metallo, appositamente forgiate, e loro collocazione sulla faccia dello zoccolo, per evitarne il rapido consumo. Va cambiata mediamente ogni 35, 42 giorni, ma ciò è in stretta relazione con l'attività del cavallo, il peso, l'età, l'alimentazione e il tipo di terreno su cui lavora.

FERRO A) (bard.) imboccatura del cavallo.
B) (masc.) lamina, appositamente piegata, che viene applicata allo zoccolo. Questa lamina è generalmente di ferro, ma può anche essere di alluminio, se si vuole alleggerirne il peso. Esistono anche ferri di plastica, che vengono usati specialmente nelle corse al trotto. Il ferro anteriore è più rotondo e più largo di quello posteriore che, invece, ha una forma approssimativamente ovale.

FETTONE (anat.) Parte del piede, a forma di triangolo, che va facilmente soggetta a marcimento, se non è quotidianamente pulita con il curasnette e se la ferratura non viene sistemata regolarmente.

FIACCATURA (vet.) Escoriazione dovuta allo sfregamento di un corpo esterno, quale la sella, il sottopancia oppure alla sporcizia del cavallo o dei finimenti.

FIANDE (gerg.) Le feci del cavallo.

FIGURA (equit.) Uno dei movimenti che il binomio esegue alle diverse andature durante una ripresa di dressage.

FILETTO (bard.) A) il tipo più semplice di briglia, costituito dalle seguenti parti: sopracapo, sottogola, frontale, montanti, capezzina, filetto e redini. Questo tipo di briglia esercita una pressione sulle barre, sulla lingua, sulle commessure delle labbra e anche sulla testa del cavallo.
B) tipo di imboccatura costituito da due cannoni collegati tra loro da uno snodo e uniti alle redini per mezzo di due anelli laterali. Questi i tipi principali:
· filetto con anelli: l'imboccatura meno severa. I due anelli laterali possono ruotare all'interno del ferro e, quindi, le redini non riescono ad esercitare una forte pressione in senso verticale. In questo modo, l'imboccatura, lavorando solo in senso orizzontale, non provoca fastidio sulla lingua o sul palato, ma esercita la sua azione unicamente sui lati della bocca del cavallo.
· filetto a oliva: imboccatura poco severa, molto simile al filetto con anelli. Gli anelli laterali di questo filetto sono fissi e, pertanto, le redini possono esercitare una pressione anche in senso verticale.
· filetto a D: imboccatura più severa delle precedenti; le due parti snodate del filetto sono collegate alle parti dritte della D e per questo motivo la pressione sulla lingua e sul palato risulta più forte di quella del filetto a oliva.
· filetto a torciglione: le due parti snodate del ferro non sono lisce, ma presentano una serie variabile di torsioni che rendono l'imboccatura molto fastidiosa.
· cannone: vd. cannone.

FILETTO ELEVATORE (bard.) A) tipo di briglia costituito dalle seguenti parti: sopracapo, sottogola, frontale, capezzina, due paia di redini, filetto elevatore, montanti che scorrono attraverso due fori praticati su due punti opposti dell'anello del filetto stesso. L'uso delle redini collegate a questi montanti determina un sollevamento della testa del cavallo. Per questo motivo esso viene generalmente utilizzato, per periodi non troppo lunghi, con i cavalli che hanno il vizio di incappucciarsi.
B) tipo di imboccatura.

FINIMENTI (bard.) Tutto ciò che viene utilizzato nei vari impieghi del cavallo: selle, filetti, briglie, capezze, collari, ecc.

FIORE IN FRONTE (anat.) Segno particolare del mantello, che intessa la regione della testa, importante ai fini della compilazione dello stato segnaletico. I peli bianchi sono mescolati a quelli del mantello e formano una macchia dai contorni frastagliati.

FLEHEM Smorfia che il cavallo fa con la bocca sollevando il labbro superiore e alzando la testa.

FOCATURE (anat.) Segni caratteristici del cavallo, importanti ai fini della compilazione dello stato segnaletico, che consistono in macchie di peli rossicci a contorno non definito, che in genere si presentano nella parte terminale della faccia ma che possono interessare anche altre regioni., come le ascelle e gli inguini.

FONDO A) insieme di mezzi di cui dispone l'animale per resistere per lungo tempo ad un determinato lavoro.
B) gara di resistenza, su distanza variabile, identificata a livello internazionale con il nome di “endurance".
C) seconda prova del concorso completo di equitazione.

FORCHETTA A) (anat.) regione del piede del cavallo. Contiene il 50% di acqua e deve essere pulita ogni giorno con il curasnette.
B) (equit.) sinonimo di staffa, ossia del ferro che va inserito nei pilieri per sostenere la barriera dell'ostacolo.

FRUSTA Bacchetta di materiale flessibile lunga circa 2 metri. In punta è legata una cordicella che termina con uno sverzino, un pezzo di spago sottile che permette di fare schioccare la frusta. E generalmente impiegata nel lavoro in tondino, per incitare il cavallo ad avanzare.
· frusta lunga da dressage: viene utilizzata durante l'addestramento dei cavalli, per incitarli ad avanzare o a impegnare i posteriori.

FRUSTINO (abbigl.) Frusta di piccole dimensioni (70 cm circa) e di superficie liscia, che serve per stimolare o per punire il cavallo.

FUORI GARA (equit.) I cavalieri che prendono parte a una manifestazione come "fuori gara" partono per ultimi nella categoria: non rientrano nella classifica della gara e quindi non hanno diritto a premi.

G

GALOPPO Andatura naturale, rapida, saltata, basculata, in tre tempi (quattro se si considera il tempo di sospensione, ossia quello in cui il cavallo si trova sollevato da terra con le quattro gambe) e tre battute.
Questi i vari tipi di galoppo:
ordinario: l’orma del piede posteriore copre quella dell'anteriore corrispondente. Le falcate sono più corte rispetto agli altri tipi di galoppo.
di lavoro: andatura intermedia tra il galoppo accorciato e quello medio.
medio: andatura intermedia tra il galoppo di lavoro e quello allungato; il cavallo avanza con decisione, conservando il suo equilibrio, e allunga le falcate, abbassando leggermente la testa e l'incollatura.
allungato: l'orma del piede posteriore supera quella dell'anteriore corrispondente. Mantenendo lo stesso ritmo, il cavallo allunga al massimo le sue falcate.
rovescio: movimento in cui il cavaliere fa galoppare il cavallo sul piede sinistro, pur trovandosi sulla pista a mano destra, ossia galoppa falso volontariamente.
di corsa. galoppo in quattro tempi (e quattro battute). I piedi del bipede diagonale appoggiano uno dopo l'altro, a differenza del galoppo normale in cui toccano il suolo simultaneamente.
di maneggio: andatura acquisita dal cavallo tramite un particolare addestramento. Come il galoppo di corsa, è un'andatura a quattro tempi (e quattro battute).
falso: il galoppo prende il nome dell'anteriore che chiude la falcata. Si dice, pertanto, che il cavallo galoppa sul piede destro quando, nell'ultimo tempo della falcata, appoggia il piede destro. Il cavallo galoppa giusto quando, lavorando sulla pista a mano destra, galoppa sul piede destro e, lavorando a mano sinistra, galoppa sul piede sinistro. Si dice, invece, che il cavallo galoppa falso quando, trovandosi ad esempio sulla pista a mano destra e ricevendo dal cavaliere gli aiuti per partire al galoppo destro, l'animale prende il galoppo sinistro.

GAMBALI (abbigl.) Protezioni di cuoio che si legano con delle fibbie gamba del cavaliere, usate insieme ad appositi stivaletti in sostituzione degli stivali.

GARRESE (anat.) Regione del tronco situata tra la fine dell'incollatura e l'inizio del dorso in cui si inseriscono i muscoli che controllano il sollevamento del bipede anteriore e il movimento delle spalle.

GARRETTO (anat.) Regione degli arti posteriori, di cui ne costituisce l'articolazione principale, situata tra la gamba e lo stinco.

GINNASTICARE Far svolgere al cavallo esercizi mirati allo sviluppo armonico della struttura muscolare.

GINOCCHIERE (bard.) Protezioni di tessuto morbido e ricoperte di cuoio che vengono applicate ai ginocchi dell'animale per salvaguardarli da eventuali contusioni. Vengono generalmente utilizzate durante il trasporto dell'animale in van oppure quando lo si lavora scosso in corridoio.

GIOSTRA Attrezzatura di forma circolare, alla quale vengono legati i cavalli e che può essere fatta girare a varie velocità a seconda del suo utilizzo: può raggiungere una velocità di 10 km/h. Si usa per passeggiare i cavalli, per farli asciugare dopo il lavoro, oppure a una velocità superiore per farli lavorare.

GIOVANI CAVALLI (equit.) Possono essere qualificati Giovani Cavalli i soggetti di ogni razza e paese che abbiano 6 anni.

GIUMENTA (zool.) Cavalla di età superiore a 4 anni.

GOGUE (bard.) Tipo di abbassatesta costituito da una cinghia di cuoio che viene allacciata al sottopancia, quindi passa tra gli anteriori del cavallo e, all'altezza del petto, si divide in due parti che terminano con un anello. A ognuno di questi anelli va agganciata una corda, per mezzo di un piccolo moschettone, che viene poi infilata in un anello di un sopracapo addizionale e che scende, scorrendo lungo i montanti dell'imboccatura, fino a passare negli anelli del filetto e venire quindi agganciata all'anello della cinghia di cuoio, all'altezza del petto del cavallo.

GRIGIO (anat.) Tipo di mantello composto, detto anche leardo, formato dall'unione di due colori (bianco e nero) mescolati. A volte si nota anche la presenza di peli rossi o giallo chiari: in questo caso si parla di mantello ternario (a tre colori). Le estremità e i crini hanno sempre il colore del fondo del mantello. I puledri dei cavalli grigi presentano una colorazione più scura, a volte addirittura nera.

GROOM (gerg. equit.) Termine inglese che indica la persona addetta alla cura dei cavalli.

GROPPA IN DENTRO (equit.) Detta anche testa al muro o travers, usando l'equivalente francese. A differenza della spalla in fuori, in cui il cavallo tiene la testa leggermente rivolta verso destra mentre avanza verso sinistra, nella groppa in dentro il cavallo è piegato attorno alla gamba interna verso la direzione di marcia. Gli arti del lato esterno scavalcano quelli del lato interno. Quando l'esercizio viene eseguito lungo la parete il cavallo deve formare un angolo di circa 30° con la direzione di marcia.

GROPPA IN FUORI (equit.) Detta anche groppa al muro o renvers, usando l'equivalente francese. Rappresenta il movimento inverso della groppa in dentro, in cui il cavallo si trova con la groppa, invece della testa, vicina alla parete.

H

HACKAMORE (bard.) Tipo di imboccatura priva di morso, particolarmente adatta per i cavalli con difetti o lesioni alla bocca. È inoltre indicato per i cavalli che hanno la tendenza ad attaccarsi al ferro in maniera eccessiva.

HALTER (west.) Specialità della monta western, che consiste nella presentazione alla capezza di soggetti da valutare in base alla struttura, al tipo, alla muscolatura, a eventuali imperfezioni ereditarie e al modo in cui si muovono.

HORN (west.) Pomo della sella al quale viene legato il lazo (o rope).

HUSTSMAN Nella caccia, persona alle dipendenze del Master, che ha la responsabilità dell'addestramento e della condotta della muta dei cani (pack).

I

IMBOCCATURA (bard.) Mezzo applicato alla bocca del cavallo, che serve per dare la possibilità al cavaliere di comunicare con l'animale, trasmettendo gli ordini con le mani. Ve ne sono di tantissimi modelli, ma sono fondamentalmente riconducibili a due categorie:
A) il filetto: composto da un cannone snodato al centro, che viene appoggiato sulle barre e che preme sulla commessura delle labbra, e da due anelli portaredini ai lati del cannone. Ci possono anche essere due aste perpendicolari al cannone.
B) il morso: dotato di un cannone rigido, di due aste superiori che terminano con un occhiello a cui è .collegato il montante, e di due aste inferiori, dette guardie, fornite di campanelle per le redini, di un barbozzale che passa sotto la mandibola e, a volte, di un falso barbozzale che unisce le due guardie.

IMPENNATA Solitamente è una forma di difesa del cavallo che, alzandosi sui due piedi posteriori, cerca di liberarsi del peso del cavaliere. È un movimento legato anche alla riproduzione, in quanto il cavallo maschio deve potersi sollevare in appoggio sui posteriori per fecondare la cavalla.

IMPULSO Energia che il cavallo mette a servizio del cavaliere nell'esecuzione del lavoro o, più semplicemente, “il desiderio del cavallo di portarsi avanti".

INCAPPUCCIATO (equit.) Si dice di un cavallo che, per sottrarsi all'azione della mano, piega la testa verso il basso, arrivando addirittura a toccarsi la base del collo con la barbozza.

INCASTELLATURA (anat.) Quando i talloni sono troppo stretti. In teoria la distanza tra essi dovrebbe corrispondere, approssimativamente, a un quarto della circonferenza del piede.

INCENSARE (equit.) Azione del cavallo che muove continuamente la testa dall'alto al basso e viceversa.

INCIAMPARE Quando il cavallo, muovendosi alle varie andature, urta il terreno con la punta del piede.

INCOLLATURA (anat.) Collo del cavallo.

INCORONATURA (vet.) Ferita del ginocchio che si verifica quando il vallo inciampa e cade su un terreno duro. Questo incidente può essere causato, ad esempio, da una ferratura difettosa o da una sproporzione notevole tra il peso del corpo del cavaliere e quello del cavallo. L'incoronatura può riguardare anche la regione del nodello: in questo caso si parla di cavallo incoronato al nodello.

INDIETREGGIARE (equit.) Retrocedere. Il cavallo indietreggia per diagonali, ossia muove gli arti nella sequenza: anteriore destro (o sinistro), posteriore sinistro (o destro), anteriore sinistro (o destro) e posteriore destro (o sinistro).

INFORCATURA (equit.) Un cavaliere monta sull'inforcatura quando rimane seduto sulla sella, bensì è leggermente sollevato dalla stessa e scarica il peso del corpo prevalentemente sulle staffe.

INGRANATO (gerg. equit.) Cavallo che non risponde più ai comandi cavaliere e che, in particolare, si rifiuta di saltare.

INSANGUATO Cavallo particolarmente vivace e sensibile, non adatto à cavalieri poco esperti che non sono ancora in grado di dosare bene le azioni. Un tipico cavallo insanguato è il purosangue.

INSELLAGGIO Mettere la sella al cavallo.

INSIEME (equit.) Si ha un buon insieme quando esiste un'intesa perfetta tra cavallo e cavaliere.

INTERO (anat.) Cavallo che non è stato sottoposto all'intervento chirurgico della castrazione.

INVITANTE (equit.) Ostacolo che per la sua particolare struttura invita, per così dire, il cavallo a saltare, ossia non lo mette in difficoltà.

ISABELLA (anat.) Tipo di mantello composto con peli di colore giallastro o bianco sporco con crini e arti neri o della stessa colorazione del fondo.

J

JODHPURS (abbigl. equit.) Tipo di pantaloni, più lunghi di quelli usati con gli stivali, che vengono indossati insieme ad appositi stivaletti.

JOG (west.) Trotto a cadenza molto lenta.

JUNIOR (pers. equit.) Cavalieri e amazzoni di età non inferiore a 12 anni, fino al raggiungimento del 18° anno di età (a partire dall'anno successivo a quello del compimento degli anni) e che non appartengono a una scuola di equitazione riconosciuta dalla FISE.

L

LAMINITE (vet.) Malattia a carico del piede, nota anche come podoflemmatite. Una delle cause più frequenti è l'ingestione di grossi quantitativi di alimenti ad alto contenuto di carboidrati (orzo, erba verde, cereali in genere). È una malattia molto grave, a volte letale, che si manifesta con un innalzamento della temperatura corporea dell'animale e con un riscaldamento della corona.

LANCIA, COLPO DI - (anat.) Infossatura obliqua nei muscoli del collo.

LAVORARE (equit.) Addestrare o allenare un cavallo.

LEARDO (anat.) Vd. grigio.

LEGGERO (equit.) Il cavallo è leggero sulla mano quando mantiene un appoggio delicato sul ferro, ossia quando accetta questo con serenità e fiducia.

LETTIERA (gov.) Strato, generalmente di paglia, che copre il pavimento del box o della posta in cui è ricoverato il cavallo. La paglia può essere sostituita dal truciolo, specialmente quando l'animale ha il vizio di mangiarsela, oppure dalla torba, dalla segatura di legno o da altri materiali simili.

LEVATA Una delle due fasi in cui si muove ciascun arto alle diverse andature. La levata consiste nell'alzata del piede da terra, nella spinta in avanti e nel periodo di sospensione dell'arto.

LINEA DI SANGUE Albero genealogico del cavallo.

LISCIO (anat.) Segno particolare del mantello, che interessa la regione della testa. E una macchia rosea, dovuta alla depigmentazione della pelle, che si presenta solitamente sulla punta del naso dei cavalli con mantello chiaro. Se interessa anche le narici si definisce penetrante (a destra, a sinistra o a entrambe).

LISTA (anat.) Segno particolare del mantello, che interessa la regione della testa, Importante per la compilazione dello stato segnaletico del cavallo. La lista è costituita da una striscia di peli. bianchi che possono scendere dalla fronte lungo il dorso del naso, fino alle narici.

LONGIA (bard.) Nota più semplicemente come corda, è dotata di un moschettone a una estremità, da attaccare al capezzone o alla testiera, per lavorare i cavalli in tondino.

LUNGHINA (bard.) Corda di lunghezza variabile, dotata a un’estremità di un moschettone che si aggancia alla capezza o all’anello dell’imboccatura. Serve per far passeggiare il cavallo o per legarlo temporaneamente all’interno o all’esterno della scuderia. Chiamata anche longhina.

M

MACCHIE ACCIDENTALI (anat.) Chiazze di peli bianchi che si formano in conseguenza di ferite o contusioni, specie nella regione del costato, nella punta della spalla, nel dorso e nel garrese. Questo fenomeno è conosciuto anche come canizie traumatica.

MANCINO (anat.) Cavallo che presenta mancinismo: difetto di appiombi a carico degli arti anteriori che hanno le punte degli zoccoli aperte verso l'esterno, rispetto alla linea immaginaria che scende dalla punta della spalla e divide l'arto a metà.

MANO (equit.) A) senso di marcia del binomio sulla pista: la mano destra corrisponde al senso orario, quella sinistra al senso antiorario.
B) aiuti di mano: vd. i vari tipi di redine.
C) uno degli aiuti principali che il cavaliere ha a disposizione per comunicare la propria volontà al cavallo, trasmettendo la direzione e agendo come freno.

MANO, ALLA - (equit.) Un cavallo è alla mano o in mano quando è bene equilibrato, risponde prontamente e volentieri alle azioni del cavaliere ed è quindi facilmente controllabile. Il cavallo rivela la sua sottomissione con un leggero e morbido contatto sull'imboccatura e con una totale decontrazione della bocca.

MANO, SULLA - (equit.) Il cavallo è sulla mano quando si appoggia sul ferro e aumenta la sua andatura, gravando con il peso del corpo sul treno anteriore. Può essere un tentativo dell'animale di sottrarsi all'azione di mano del cavaliere.

MANTELLO (anat.) Costituito dai peli e dai crini (coda e criniera). La colorazione del mantello è determinata da un pigmento, la melanina, presente nelle cellule dello strato esterno della pelle. Esistono mantelli semplici, in cui i peli e i crini hanno lo stesso colore, e mantelli composti, quando i peli e i crini sono di due o più colori.

MARCARE (vet.) Zoppicare.

MARTINGALA (bard.) La martingala serve per impedire al cavallo di alzare troppo la testa e per evitare che la sella scivoli troppo indietro. È formata dal pettorale e dalla camarra che è composta, a sua volta, da una forchetta ad anelli, attraverso cui passano le redini del filetto, collegata con una estremità al sottopancia. L'altra estremità può essere collegata alla capezzina (martingala fissa), oppure scorrere lungo le redini tramite la forchetta ad anelli (martingala da caccia).

MASCALCIA A) l'arte propria del maniscalco, ossia l'arte del ferrare gli animali.
B) parte della veterinaria che si Interessa dello studio della ferratura.
C) luogo in cui vengono ferrati i cavalli.

MASH (alim.) Sinonimo di pastone, ossia miscuglio di vari alimenti (avena, orzo, ecc.) con prevalenza di acqua e crusca.

MASTER (pers.) Persona incaricata di dirigere tutte le operazioni di una caccia. Master è l'abbreviazione di Master of foxhounds.

MAZZETTA, A - (west.) Modo di impugnare le redini nella monta western con una sola mano.

MENTONIERA (abbigl. equit.) Protezione del mento che viene applicata al cap.

MESOBRACHIMORFO (anat.) Tipo di cavallo che unisce le caratteristiche del mesomorfo (potenza e resistenza) a quelle del brachimorfo (potenza). Un esempio di cavalli mesobrachimorfi è dato da quelli da tiro pesante rapido.

MESODOLICOMORFO (anat.) Tipo di cavallo che unisce le caratteristiche del mesomorfo (potenza e resistenza) a quelle del dolicomorfo (velocità). Un esempio di cavalli mesodolicomorfi è dato da quelli da sella e da cross-country.

MESOMORFO (anat.) Tipo di cavallo con struttura mesolinea, a forte e rapida contrazione: è adatto ad attività che richiedono velocità e potenza (cavallo da sella, cavallo agricolo).

MESTIERATO (gerg.) Cavallo di una certa età, molto regolare e tranquillo, il tipico cavallo che fa da maestro al cavaliere poco esperto.

MEZZA FERMATA (equit.) Azione che il cavaliere effettua con gli aiuti di cui dispone, per richiamare l'attenzione del cavallo e prepararlo a una nuova figura, a una variazione di andatura, di cadenza o di direzione. La mezza fermata serve per trasferire il peso dal treno anteriore a quello posteriore, garantendo un rallentamento del ritmo e un migliore equilibrio al cavallo.

MEZZA VOLTA (equit.) Figura di maneggio che si esegue da qualsiasi punto del maneggio e consiste in un mezzo cerchio di 6 m circa di diametro, con cui il binomio effettua un cambiamento di mano (direzione di marcia). Una volta effettuato il mezzo cerchio il cavaliere rientra sulla pista diagonalmente.
mezza volta rovesciata: figura di rettangolo, che rappresenta l'inverso della precedente. Ad esempio, se consideriamo un binomio che si muove sulla pista a mano destra, questo uscirà diagonalmente dalla pista in direzione del centro del rettangolo, quindi girerà verso sinistra fino a rientrare sulla pista a mano sinistra. Il mezzo cerchio ha sempre un diametro di circa 6 metri.

MEZZI DEL CAVALIERE (equit.) Vd. aiuti.

MEZZOSANGUE Cavallo ibrido, cioè di razza non pura.

MOLLETTE (vet.) Tare molli che interessano la parte posteriore del nodello tra le tendini e lo stinco. Sono travasi di sinovia che, in genere, non determinano zoppia. Le mollette compaiono spesso nei cavalli vecchi e logorati dal lavoro.

MONTA A) accoppiamento di animali domestici.
B) modo di cavalcare (monta inglese, monta western o americana, monta maremmana, ecc.).

MONTANTE (bard.) Cinghia di cuoio che passa sopra la testa del cavallo collegata all'imboccatura.

MONTARE A) azione degli stalloni che inseminano le fattrici.
B) cavalcare. Ad esempio, si dice che una persona monta bene a cavallo per dire che è bravo a cavalcare.
C) sinonimo di “cacciare”.
D) salire in sella.

MORELLO (anat.) Mantello semplice di colore nero. I puledri hanno il mantello generalmente rossiccio. Non è un mantello molto diffuso: molti cavalli che sembrano morelli hanno in realtà un mantello baio scuro o grigio scuro.

MORSO (bard.) Tipo di imboccatura composta da un cannone rigido (senza, cioè, lo snodo centrale), un barbozzale e due guardie. A differenza del filetto, che è un ferro con lo snodo centrale, il morso agisce principalmente sulle barre, con una pressione verso il basso. Il filetto, invece, esercita la sua pressione soprattutto sugli angoli della bocca del cavallo. Pertanto il morso è un'imboccatura più severa del filetto. I tipi principali sono:
il pelham: può essere usato con uno o con due paia di redini. Nel primo caso si utilizza un ponticello di cuoio, detto ciappa, che permette di unire i due anelli dell'imboccatura.
il centauro: ricoperto di gomma, piuttosto grosso. E’ uno dei morsi meno severi.

MORSO E FILETTO (bard.) Tipo di briglia costituito dalle seguenti parti: sopracapo, sottogola, frontale, montanti, capezzina, sopracapo del filetto, barbozzale, falso barbozzale, due paia di redini, morso e filetto. Tale tipo di briglia esercita una pressione sulle barre, sulla lingua, sulla commessura delle labbra, sulla barbozza e anche sulla testa del cavallo.

MUOVERE Far lavorare un cavallo, montandolo oppure girandolo alla corda.

MURAGLIA (anat.) Parte cornea dello zoccolo del cavallo, quella visibile quando il piede è appoggiato al suolo.

MURO (equit.) Ostacolo composto da un cassone di legno, vuoto all'interno, in cima al quale possono essere sistemati dei mattoni, anch'essi di legno e vuoti, per aumentarne l'altezza.

MUSERUOLA Arnese costituito da una specie di gabbia di fili di ferro o di strisce di cuoio, che viene applicata al muso del cavallo e legata dietro le orecchie, per impedire che questo mangi la paglia o che si lecchi ferite in via di rimarginazione, o per evitare che morda.

MUSETTA Sacca generalmente di canapa, che viene allacciata dietro le orecchie del cavallo e riempita di avena o cibi simili.

N

NAUSEATO (gerg. equit.) Cavallo che si rifiuta di lavorare, a causa di violenze o azioni eseguite male dal cavaliere.

NAVICOLITE (vet.) Malattia che colpisce l'osso navicolare che si trova all'interno dello zoccolo. Può essere provocata da un trauma diretto, se ad esempio il cavallo calpesta un sasso o un chiodo. È una delle cause più frequenti di zoppia del piede anteriore del cavallo e raramente interessa i piedi posteriori.

NECK-REIN (west.) Tecnica con la quale si guida un cavallo applicando una pressione laterale sull'incollatura.

NETTAPIEDI (gov.) Attrezzo a forma di uncino che serve per pulire i piedi del cavallo.

NETTO (equit.) Un cavaliere effettua un percorso netto quando non è incorso in nessun errore e, quindi, non ha totalizzato nessuna penalità agli ostacoli e sul tempo.

NEVATO Mantello con peli bianchi sparsi come fiocchi di neve.

NEVRILE Cavallo particolarmente vivace e sensibile, come ad esempio il purosangue. E sinonimo di insanguato.

NITRITO È il verso del cavallo, prodotto da una forte espirazione che si unisce un suono inarticolato. Nei cavalli adulti il nitrito è più forte e meno acuto rispetto a quello dei puledri.

NOCCA (anat.) Vd. nodello.

NODELLO (anat.) Regione degli arti (anteriori e posteriori) del cavallo, compresa tra lo stinco e il pastorale. Nella parte posteriore presenta un accrescimento corneo che prende il nome di sperone o cornetto, coperto da un ciuffo di peli, detto fiocco o barbetta.

O

OCCHIO A) (anat.) parte della testa del cavallo. Solitamente l'occhio si presenta con una forma pressoché rotonda, a eccezione di alcuni esemplari della razza araba che hanno l'occhio a mandorla.
B) (equit.) un cavaliere ha occhio quando riesce a calcolare le distanze durante l'avvicinamento all'ostacolo, ossia quando riesce a prevedere le battute del cavallo.

OCCHIO, SULL' - Il cavallo è sull'occhio quando si spaventa al minimo rumore. Si dice anche che è ombroso.

OLIVA (bard.) Parte della martingala che serve per regolare lo scorrimento degli anelli lungo le redini.

OMBROSITÀ Si definiscono ombrosi quei cavalli poco sereni che si innervosiscono molto facilmente.

OSTACOLO (equit.) Deve essere costituito da elementi che possono essere abbattuti, nello stesso tempo però non troppo leggeri. I ferri di sostegno delle barriere, chiamati staffe, devono avere un diametro leggermente più grande di quello delle barriere, in modo che queste possano ruotare sul ferro. L'ostacolo deve essere munito di due bandierine, una rossa a destra e una bianca a sinistra, che indicano la direzione in cui deve essere saltato.
Il fronte dell'ostacolo ha una larghezza che varia dai quattro ai sei metri, a seconda delle dimensioni del campo di gara. Gli ostacoli più frequenti nei concorsi di salto ostacoli sono: dritto, largo, oxer, passaggio di sentiero, triplice, riviera, fosso. Gli ostacoli naturali del cross-country sono fissi, quindi non possono essere abbattuti.

OTTO (equit.) Figura di rettangolo costituita da due volte o circoli di diametro uguale e tangenti al centro dell'otto.

OXER (equit.) Tipo di largo costituito da barriere più arbusti o siepi che vengono posizionati tra i primi due pilieri o tra i primi e i secondi.

P

PADDOCK Area, generalmente di prato, delimitata da uno steccato nella quale il cavallo viene lasciato libero.

PALETTA (bard.) Parte posteriore della sella.

PALLA DI NEVE (anat.) Segno caratteristico del cavallo. La palla di neve interessa la regione della fronte ed è costituita da una chiazza di peli bianchi di forma pressoché rotonda.

PANCA (bard.) Parte della staffa su cui poggia il piede del cavaliere. Può essere dotata di una soletta antisdrucciolo per garantire una maggiore aderenza al piede.

PARACODA (bard.) Fascia di stoffa o di cuoio con cui si avvolge la coda dell'animale durante il trasporto in van, oppure durante la monta, al fine di proteggere la coda stessa.

PARACOLPI (bard.) Protezioni di cuoio o feltro che vengono applicate alle gambe del cavallo per proteggerlo da eventuali contusioni durante il trasporto.

PARAFIBBIA (bard.) Parte della sella che si trova sotto il quartiere.

PARAGARRETTONI (bard.) Protezioni di cuoio o feltro che servono a salvaguardare i garrettoni da eventuali contusioni. Prevengono la formazione di cappelletti.

PARAGLOMI (bard.) Campane di gomma che si infilano sopra lo zoccolo per proteggere i glomi e la corona dalle sovrapposte.

PARANOCCHE (bard.) Protezioni che servono a salvaguardare le nocche (o nodelli) del cavallo da eventuali contusioni.

PARAOCCHI (bard.) Protezioni di cuoio che vengono applicate lateralmente rispetto agli occhi del cavallo per evitare che l'animale si distragga o si spaventi.

PARARE (equit.) Il cavallo para quando, anziché prendere l'iniziativa davanti all'ostacolo, rallenta il suo movimento.

PARASTINCHI (bard.) Protezioni, generalmente di feltro o cuoio imbottito, che vengono applicate sugli stinchi.

PARATENDINI (bard.) Protezioni che servono a salvaguardare i tendini del cavallo da eventuali contusioni.

PAREGGIO (masc.) Operazione di mascalcia che consiste nell'asportazione, con apposita tenaglia, di una parte di unghia in eccesso, per preparare lo zoccolo all'applicazione del ferro.

PASSAGE (equit.) È un trotto riunito al massimo, vibrante per elasticità e potenza, che il cavallo deve eseguire con battute perfettamente ritmate, con una notevole flessione dei ginocchi e dei garretti, avanzando lentamente e con sospensioni in aria piuttosto prolungate.

PASSAGGIO OBBLIGATO (equit.) Punto del campo di gara, delimitato da due bandierine (rossa a destra e bianca a sinistra), attraverso cui il binomio deve necessariamente passare se non vuole incorrere in penalità.

PASSO Andatura naturale, lenta, camminata, basculata, in quattro tempi (e quattro battute), in cui il cavallo muove le gambe in diagonale. Un esempio di sequenza è il seguente: anteriore destro, posteriore sinistro, anteriore sinistro e posteriore destro. L'appoggio è sempre tripedale, ossia il cavallo ha sempre tre piedi che toccano il suolo. Il passo può essere:
accorciato o riunito: le orme dei piedi posteriori non raggiungono quelle degli anteriori.
allungato: le orme dei piedi posteriori superano quelle degli anteriori.
medio: il cavallo deve coprire o superare di circa uno zoccolo l'orma degli anteriori con quella dei posteriori; è un passo deciso, regolare e di media estensione.
libero: andatura di riposo in cui si lascia piena libertà all'incollatura del cavallo.

PASTONE (alim.) Vd. mash.

PASTORALE (anat.) Regione degli arti (anteriori e posteriori) compresa tra il nodello e la corona.
A seconda della conformazione del pastorale, il cavallo può essere corto-giuntato (pastorale molto corto); lungo-giuntato (pastorale lungo); obliquo-giuntato (l'inclinazione è maggiore di quella normale).

PEDIGREE Termine inglese che significa “albero genealogico”, ossia l'elenco completo degli ascendenti paterni e materni di un cavallo, elaborato in base ai libri genealogici.

PELHAM (bard.) Uno dei più comuni tipi di morso che può essere usato con un paio o due paia di redini. Nel primo caso si utilizza un ponticello di cuoio, detto ciappa, che permette di unire i due anelli dell'imboccatura. Tra i molteplici tipi di pelham, quello con cannone snodato rappresenta un'imboccatura intermedia tra il morso e il filetto. Avendo il cannone articolato come il filetto ed essendo, allo stesso tempo, dotato di barbozzale come il morso, permette di sommare i vantaggi di entrambe le imboccature.

PELO, A - Cavalcare senza l'uso della sella, ossia a contatto con la pelle del cavallo.

PENALITA’ (equit.) Punto negativo dovuto a un errore del binomio in concorso di salto ostacoli.

PERCORSO (equit.) Insieme degli ostacoli che il binomio deve affrontare in una gara.

PETTORALE (bard.) Cinghia fissata al sottopancia, ch

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